Mercoledì scorso ultimo monitoraggio: il gine tutto contento mi ha detto "Okay, benissimo, c'è un bel follicolo a sinistra e l'endometrio va bene, stasera Pregnyl.Bè direi che questo protocollo è ottimo per te no?"
Io l'ho guardato sorridendo"Si, si certo..".Peccato che le dosi di M. me le sia dovute aumentare di mia iniziativa dopo i primi sei giorni, altrimenti finivamo come la scorsa IUI in cui la stimolazione è andata avanti per 25 giorni con 8 monitoraggi (!!) perchè non mi voleva aumentare il dosaggio (nel timore rispondessi troppo).
Comunque.
Venerdì ho fatto l'inseminazione..e visto che mi ero presa il pomeriggio libero ed era una splendida giornata ho approfittato per concedermi una passeggiata in riva al mare.
Mi sono finalmente rilassata un po'..quest'ultimo periodo è stato piuttosto faticoso e pesante.
Ho lasciato che il sole mi accarezzasse dolcemente le guance e riprendere fiato.Mi sembra di non riuscire a respirare profondamente da tanto tempo.La continua attesa, la tensione ti fanno chiudere, contrarre su te stessa.
Dopo un po' però sono dovuta tornare a casa..avvertivo crampi continui alla pancia..che poi sono sfociati in una gastroenterite durata tutto il week end.La mia solita sfiga.
Mi auguro che tutto ciò non abbia compromesso nulla (razionalmente non credo) e che tra dieci giorni il ciclo non si faccia vedere.Le possibilità di riuscita sono poche, anzi pochissime..ma ci spero in ogni caso..vorrei davvero non dover ripetere la fivet un'altra volta.Il protocollo del prossimo tentativo, infatti, si prospetta ben più impegnativo dei precedenti..
Per il momento in ogni caso non posso far altro che aspettare ..( e riprendermi dalla spossatezza che mi ha lasciato addosso questa -tempestiva!- virosi intestinale!).
DIARIO DI UN'EQUILIBRISTA..DELLA PMA
martedì 25 marzo 2014
martedì 18 marzo 2014
ANDARE AVANTI
Non c'è stato tempo per il dolore di quest'ultimo fallimento, per fermarsi a riflettere e lasciar scorrere tutte le lacrime che trattenevo dal post transfer...
Ho ripreso a lavorare a pieno ritmo, le giornate sono trascorse veloci tra impegni e scadenze.
Nel mio caso, forse, è meglio così.Tenermi impegnata e attiva mi aiuta a non cadere nelle trappole dell'ansia, a non sprofondare nelle sabbie mobili della tristezza.
Non appena è arrivato il ciclo ho fatto un'eco di controllo al Centro della mia città e iniziato la stimolazione per la IUI..Per darmi anche questa possibilità prima di ricominciare l'iter della FIVET, prevista per giugno.
Quasi sicuramente non funzionerà, ma almeno così sono sicura di ovulare e di non aver lasciato nulla di intentato.Non si sa mai.
Io e il mio compagno giorni fa siamo andati anche a fare un colloquio in un centro privato in Austria.Avevo preso appuntamento prima dell'ultimo criotransfer sperando di doverlo disdire...invece nel pomeriggio di una bella giornata di sole eravamo seduti davanti a questo nuovo dott.che parlava, però, pochissimo italiano (meno male che c'era la traduttrice).
Ha letto concentratissimo tutti gli esami, poi si è stiracchiato per bene sulla sedia appoggiandosi le mani sulla testa e guardando il soffitto...e.restando in silenzio per qualche minuto (nel frattempo io mi mordevo le labbra per non mettermi a ridere...che personaggio!).Comunque in sostanza ha confermato il pensiero degli altri due gine che mi seguono..e cioè che con la mia PCO è davvero difficile fare un ciclo a fresco senza dover congelare tutto.Per il resto gli esami sembravano nella norma, anche se resta il dubbio che l'endometrio non sia il massimo qualitativamente parlando; bisognerebbe migliorare lo spessore ed effettuare una Pipelle prima del ciclo di stimolazione (un piccolo "graffio"all'utero) per aumentare le possibilità di attecchimento.
Le impressioni in generale sono state buone, ma il prossimo tentativo ho deciso di farlo ancora qui in Italia, anche perchè i costi del privato non sono proprio una passeggiata..Secondo me, avere un'opinione aggiuntiva è comunque sempre utile dopo più fallimenti.
E mentre mi barcameno come di consueto tra eco, levatacce mattiniere, iniezioni, visite e preoccupazioni varie ecco che ieri arriva la mia collega infermiera a sventolarmi sotto il naso il suo referto del B-hcg positivo..aggiungendo che però non è contenta, che la gravidanza non era cercata e voleva partorire in un altro momento dell'anno..(??).
E io, al solito, a sorridere, fare le congratulazioni di rito..e scriverle, sotto sua richiesta, gli integratori migliori per l'acido folico, le settimane di gravidanza e nomi di gine bravi da cui poter andare a fare il primo controllo ed ecografia.
Dentro di me, intanto, sentivo sgretolarsi tutto.. le lacrime che premevano per uscire, gli argini costruiti attorno alla sofferenza incrinarsi cercando di trattenere il dolore.
Ho respirato profondamente.La vita di tutte le persone che ho attorno a me va avanti, si evolve.Anch'io, a modo mio e su un percorso diverso, devo andare avanti.
Ho ripreso a lavorare a pieno ritmo, le giornate sono trascorse veloci tra impegni e scadenze.
Nel mio caso, forse, è meglio così.Tenermi impegnata e attiva mi aiuta a non cadere nelle trappole dell'ansia, a non sprofondare nelle sabbie mobili della tristezza.
Non appena è arrivato il ciclo ho fatto un'eco di controllo al Centro della mia città e iniziato la stimolazione per la IUI..Per darmi anche questa possibilità prima di ricominciare l'iter della FIVET, prevista per giugno.
Quasi sicuramente non funzionerà, ma almeno così sono sicura di ovulare e di non aver lasciato nulla di intentato.Non si sa mai.
Io e il mio compagno giorni fa siamo andati anche a fare un colloquio in un centro privato in Austria.Avevo preso appuntamento prima dell'ultimo criotransfer sperando di doverlo disdire...invece nel pomeriggio di una bella giornata di sole eravamo seduti davanti a questo nuovo dott.che parlava, però, pochissimo italiano (meno male che c'era la traduttrice).
Ha letto concentratissimo tutti gli esami, poi si è stiracchiato per bene sulla sedia appoggiandosi le mani sulla testa e guardando il soffitto...e.restando in silenzio per qualche minuto (nel frattempo io mi mordevo le labbra per non mettermi a ridere...che personaggio!).Comunque in sostanza ha confermato il pensiero degli altri due gine che mi seguono..e cioè che con la mia PCO è davvero difficile fare un ciclo a fresco senza dover congelare tutto.Per il resto gli esami sembravano nella norma, anche se resta il dubbio che l'endometrio non sia il massimo qualitativamente parlando; bisognerebbe migliorare lo spessore ed effettuare una Pipelle prima del ciclo di stimolazione (un piccolo "graffio"all'utero) per aumentare le possibilità di attecchimento.
Le impressioni in generale sono state buone, ma il prossimo tentativo ho deciso di farlo ancora qui in Italia, anche perchè i costi del privato non sono proprio una passeggiata..Secondo me, avere un'opinione aggiuntiva è comunque sempre utile dopo più fallimenti.
E mentre mi barcameno come di consueto tra eco, levatacce mattiniere, iniezioni, visite e preoccupazioni varie ecco che ieri arriva la mia collega infermiera a sventolarmi sotto il naso il suo referto del B-hcg positivo..aggiungendo che però non è contenta, che la gravidanza non era cercata e voleva partorire in un altro momento dell'anno..(??).
E io, al solito, a sorridere, fare le congratulazioni di rito..e scriverle, sotto sua richiesta, gli integratori migliori per l'acido folico, le settimane di gravidanza e nomi di gine bravi da cui poter andare a fare il primo controllo ed ecografia.
Dentro di me, intanto, sentivo sgretolarsi tutto.. le lacrime che premevano per uscire, gli argini costruiti attorno alla sofferenza incrinarsi cercando di trattenere il dolore.
Ho respirato profondamente.La vita di tutte le persone che ho attorno a me va avanti, si evolve.Anch'io, a modo mio e su un percorso diverso, devo andare avanti.
martedì 4 marzo 2014
..IN FRANTUMI
Beta <0,1.
Mi sentivo vuoto.Non potevo
scrivere, né pensare, né sentire.Se mi avessero chiesto chi ero, la mia
risposta
sarebbe stata: “Sono uno specchio
in frantumi.”
-Alejandro Jodorowsky-
lunedì 3 marzo 2014
DOMANI..BETA!
Il tempo dell'attesa è quasi giunto al termine..domani farò il prelievo per dosare il B-hcg.
Difficile dire come mi senta...forse "rassegnata"è la parola più adatta; ho la sensazione che l'esito sarà ancora una volta negativo.E'un'impressione che ho avuto da poco dopo il transfer e che ho continuato a trascinarmi dietro nei i giorni successivi...
Non ho avvertito nessun sintomo..niente di niente, zero assoluto ad eccezione di alcuni crampi mestruali ogni tanto.Mi sono concessa qualche passeggiata, sbrigato del lavoro da casa e dedicato un po'di tempo a me stessa.Devo dire che rispetto ai precedenti cicli le giornate sono trascorse abbastanza velocemente e, tutto sommato, serenamente.
Negli attimi in cui sentivo che l'angoscia si stava avvicinando ho ripensato alle parole del mio gine, che definisce il periodo successivo al trasferimento degli embrioni come un momento in cui la donna è già, tecnicamente, incinta.
Così ho cercato di godermi il mio" essere incinta" almeno per il tempo che mi viene concesso, consapevole che domani questa illusione probabilmente finirà.
Ho paura del momento in cui aprirò la busta del referto del laboratorio..paura del dolore che le altre volte mi ha investita facendomi mancare il terreno sotto i piedi, paura di quel calo, seppur, fisiologico, dell'umore che avviene una volta interrotta la terapia di supporto con estrogeni e progesterone...Paura di questa speranza che continuo a nutrire nonostante tutto.
Ho amato da subito i nostri embrioncini esattamente come ho amato gli altri che mi sono stati trasferiti nei cicli precedenti.Li ho accolti dentro di me, protetti, accarezzati, aiutati nell'impianto con Crinone e Progynova.
Ho pensato a loro come a vite potenziali..che a volte diventano bambini, bambini veri con braccia e gambe, e occhi che ti fissano e labbra che ti sorridono..o al contrario che la natura seleziona, elimina, espelle perchè non destinati a sopravvivere, ad esistere.
Un banale gioco di probabilità, un repentino lancio di dadi..che domani finalmente mostreranno le loro facce.
Difficile dire come mi senta...forse "rassegnata"è la parola più adatta; ho la sensazione che l'esito sarà ancora una volta negativo.E'un'impressione che ho avuto da poco dopo il transfer e che ho continuato a trascinarmi dietro nei i giorni successivi...
Non ho avvertito nessun sintomo..niente di niente, zero assoluto ad eccezione di alcuni crampi mestruali ogni tanto.Mi sono concessa qualche passeggiata, sbrigato del lavoro da casa e dedicato un po'di tempo a me stessa.Devo dire che rispetto ai precedenti cicli le giornate sono trascorse abbastanza velocemente e, tutto sommato, serenamente.
Negli attimi in cui sentivo che l'angoscia si stava avvicinando ho ripensato alle parole del mio gine, che definisce il periodo successivo al trasferimento degli embrioni come un momento in cui la donna è già, tecnicamente, incinta.
Così ho cercato di godermi il mio" essere incinta" almeno per il tempo che mi viene concesso, consapevole che domani questa illusione probabilmente finirà.
Ho paura del momento in cui aprirò la busta del referto del laboratorio..paura del dolore che le altre volte mi ha investita facendomi mancare il terreno sotto i piedi, paura di quel calo, seppur, fisiologico, dell'umore che avviene una volta interrotta la terapia di supporto con estrogeni e progesterone...Paura di questa speranza che continuo a nutrire nonostante tutto.
Ho amato da subito i nostri embrioncini esattamente come ho amato gli altri che mi sono stati trasferiti nei cicli precedenti.Li ho accolti dentro di me, protetti, accarezzati, aiutati nell'impianto con Crinone e Progynova.
Ho pensato a loro come a vite potenziali..che a volte diventano bambini, bambini veri con braccia e gambe, e occhi che ti fissano e labbra che ti sorridono..o al contrario che la natura seleziona, elimina, espelle perchè non destinati a sopravvivere, ad esistere.
Un banale gioco di probabilità, un repentino lancio di dadi..che domani finalmente mostreranno le loro facce.
venerdì 28 febbraio 2014
RI-COMINCIO DA QUI
Iniziare a scrivere su questo blog rappresenta per me una sorta di nuovo inizio..ed è così che vorrei che fosse.
Vorrei con questo 2014 cominciato da poco riuscire a lasciarmi alle spalle due anni intensi e molto difficili..in cui mi sono spesso sentita sola ed esclusa da quello che io definisco "il club delle mamme"...
I blog delle donne fantastiche e fortissime che stanno seguendo il mio medesimo percorso e che soprattutto stanno provando le mie stesse emozioni mi sono stati e mi sono tutt'ora di grandissimo aiuto..quindi ho deciso anch'io di provare a condividere le mie esperienze al fine di poter aprire un dialogo, uno scambio che mi auguro sia di reciproco sostegno e conforto.
Come molte altre coppie, anche io e il mio compagno non riusciamo ad avere il bimbo che tanto desideriamo.
Ricordo ancora nitidamente il momento in cui l'ipotesi di avere un figlio si è trasformata in luminosa decisione.Eravamo in riva ad una spiaggia dell'estremo Nord di fronte ad un mare gonfio e agitato, una foca che ogni tanto faceva capolino tra le onde..Ce ne stavamo lì, abbracciati a contemplare quello spettacolo della natura e a parlare di come avrebbe preso forma quel desiderio condiviso, fiduciosi del fatto che si sarebbe realizzato da lì a poco.Era l'agosto del 2011.
Nell'anno che ne è seguito ci sono stati mesi di delusioni ed inutili stick ovulatori, tanti esami del sangue, una sonoisterosalpingografia, terapie farmacologiche e con integratori che non hanno portato a nessun risultato, visite ed ecografie.
Gli accertamenti del caso sono stati fatti presto, sicuramente prima rispetto al normale perchè a complicare, o a semplificare, le cose (dipende dai punti di vista) c'è da aggiungere che sono "del mestiere", ovvero un'ostetrica. Io i bimbi non solo li ho sempre voluti, ma un po' li ho aiutati a nascere supportando le loro mamme anche durante la gravidanza.
Le problematiche relative al concepimento, poi, ironia della sorte, hanno sempre suscitato la mia attenzione ed interesse.Durante il mio tirocinio in ospedale presso il reparto di PMA parlavo spesso con le pazienti, e facevo fatica a comprendere cosa provassero veramente tra tutti quei monitoraggi e punture..Si, lo ammetto, ero una di quelle che pensava che tutta quell'agitazione nella ricerca non giovasse e che il fattore psicologico fosse centrale nell'ottenere una gravidanza..A mia discolpa dico solo che avevo 20 anni ed in genererale della vita non avevo ancora capito proprio niente.
Io ero quella che compilava le impegnative, preparava la strumentazione per la IUI, accompagnava la biologa in laboratorio e osservava ogni tanto spermatozoi "problematici" al microscopio.
Io ero quella che mai avrebbe pensato, nemmeno lontanamente, che un giorno si sarebbe ritrovata a ritirare le impegnative, a stare distesa sul lettino aspettando di fare la IUI e guardare il proprio compagno consegnare un campione di liquido seminale.
Ho preso confidenza con gli stessi farmaci che fino a quel momento avevo solo consegnato in mani piene di nervosismo e di speranza e capito che fare le iniezioni sugli altri e tutt'altra cosa rispetto a farsele su di sè.
A partire dalla fine del 2012 abbiamo affrontato due ICSI con molti imprevisti e ripetuti transfer mancati (causa una brutta PCO e un'endometrio particolarmente complicato); chi lo ha provato sa quanto può essere frustrante dover saltare il transfer dopo tutta la fatica fatta, restando in apnea per i mesi successivi (..magari dovendolo saltare di nuovo per altre inspiegabili problematiche..!).
Al primo tentativo l'unico embrioncino trasferito ha dato test positivo per 2 giorni, poi beta zero, al secondo due perfette blastocisti non ci hanno nemmeno provato ad impiantarsi..
Al momento sono in cova di altri due embrioni ottenuti da ovociti congelati, ma, sinceramente, non ci spero per niente..considerata la loro scarsa qualità e i fallimenti precedenti.
Le delusioni subite in passato, tutte le lacrime e i sogni in frantumi hanno colpito profondamente me e il mio compagno e mi trovo sovente ad immaginarmi camminare su un filo sospeso, barcamenandomi in un precario equilibrio.Perchè se lottare contro l'infertilità è una sfida che richiede tanto tempo ed energie, spesso bisogna far finta di niente, celando e nascondendo il dolore che inevitabilmente porta con sè, nel tentativo di trattenere la normalità di tutti i giorni e che spesso appare (agli occhi degli altri soprattutto) come stabile e rassicurante.
Devo anche dire che nel mio percorso mi ritengo, nonostante tutto, fortunata: ho un compagno che mi ama e che a mia volta amo e che mi è sempre stato vicino, una famiglia che mi sostiene, amici pochi, ma buoni e dotati di intelligenza, apertura mentale e sensibilità..un ginecologo preciso e disponibile.
Dal punto di vista lavorativo potrebbe andare meglio (mi riesce molto difficile stare a contatto con mamme e neonati in questo momento e in ogni caso non ci sono posti) comunque riesco ad occuparmi, benchè precaria, di formazione e ricerca.
Mi rendo conto che mi sono isolata, da quelle che erano le mie passioni ed interessi per rifuggire la rabbia e la sofferenza derivata dal non poter stringere tra le braccia il mio bambino..e questo mi dispiace ed intristisce. Voglio però continuare a credere che questa sia solo una fase di difficile passaggio, una battaglia che va combattutta e che, ad un certo punto, riusciremo a vincere.
Voglio pensare che per tutte noi diversamente fertili arriverà quel giorno tanto atteso in cui dopo aver a lungo cercato, troveremo, finalmente quella splendida gioia che ci meritiamo.
Vorrei con questo 2014 cominciato da poco riuscire a lasciarmi alle spalle due anni intensi e molto difficili..in cui mi sono spesso sentita sola ed esclusa da quello che io definisco "il club delle mamme"...
I blog delle donne fantastiche e fortissime che stanno seguendo il mio medesimo percorso e che soprattutto stanno provando le mie stesse emozioni mi sono stati e mi sono tutt'ora di grandissimo aiuto..quindi ho deciso anch'io di provare a condividere le mie esperienze al fine di poter aprire un dialogo, uno scambio che mi auguro sia di reciproco sostegno e conforto.
Come molte altre coppie, anche io e il mio compagno non riusciamo ad avere il bimbo che tanto desideriamo.
Ricordo ancora nitidamente il momento in cui l'ipotesi di avere un figlio si è trasformata in luminosa decisione.Eravamo in riva ad una spiaggia dell'estremo Nord di fronte ad un mare gonfio e agitato, una foca che ogni tanto faceva capolino tra le onde..Ce ne stavamo lì, abbracciati a contemplare quello spettacolo della natura e a parlare di come avrebbe preso forma quel desiderio condiviso, fiduciosi del fatto che si sarebbe realizzato da lì a poco.Era l'agosto del 2011.
Nell'anno che ne è seguito ci sono stati mesi di delusioni ed inutili stick ovulatori, tanti esami del sangue, una sonoisterosalpingografia, terapie farmacologiche e con integratori che non hanno portato a nessun risultato, visite ed ecografie.
Gli accertamenti del caso sono stati fatti presto, sicuramente prima rispetto al normale perchè a complicare, o a semplificare, le cose (dipende dai punti di vista) c'è da aggiungere che sono "del mestiere", ovvero un'ostetrica. Io i bimbi non solo li ho sempre voluti, ma un po' li ho aiutati a nascere supportando le loro mamme anche durante la gravidanza.
Le problematiche relative al concepimento, poi, ironia della sorte, hanno sempre suscitato la mia attenzione ed interesse.Durante il mio tirocinio in ospedale presso il reparto di PMA parlavo spesso con le pazienti, e facevo fatica a comprendere cosa provassero veramente tra tutti quei monitoraggi e punture..Si, lo ammetto, ero una di quelle che pensava che tutta quell'agitazione nella ricerca non giovasse e che il fattore psicologico fosse centrale nell'ottenere una gravidanza..A mia discolpa dico solo che avevo 20 anni ed in genererale della vita non avevo ancora capito proprio niente.
Io ero quella che compilava le impegnative, preparava la strumentazione per la IUI, accompagnava la biologa in laboratorio e osservava ogni tanto spermatozoi "problematici" al microscopio.
Io ero quella che mai avrebbe pensato, nemmeno lontanamente, che un giorno si sarebbe ritrovata a ritirare le impegnative, a stare distesa sul lettino aspettando di fare la IUI e guardare il proprio compagno consegnare un campione di liquido seminale.
Ho preso confidenza con gli stessi farmaci che fino a quel momento avevo solo consegnato in mani piene di nervosismo e di speranza e capito che fare le iniezioni sugli altri e tutt'altra cosa rispetto a farsele su di sè.
A partire dalla fine del 2012 abbiamo affrontato due ICSI con molti imprevisti e ripetuti transfer mancati (causa una brutta PCO e un'endometrio particolarmente complicato); chi lo ha provato sa quanto può essere frustrante dover saltare il transfer dopo tutta la fatica fatta, restando in apnea per i mesi successivi (..magari dovendolo saltare di nuovo per altre inspiegabili problematiche..!).
Al primo tentativo l'unico embrioncino trasferito ha dato test positivo per 2 giorni, poi beta zero, al secondo due perfette blastocisti non ci hanno nemmeno provato ad impiantarsi..
Al momento sono in cova di altri due embrioni ottenuti da ovociti congelati, ma, sinceramente, non ci spero per niente..considerata la loro scarsa qualità e i fallimenti precedenti.
Le delusioni subite in passato, tutte le lacrime e i sogni in frantumi hanno colpito profondamente me e il mio compagno e mi trovo sovente ad immaginarmi camminare su un filo sospeso, barcamenandomi in un precario equilibrio.Perchè se lottare contro l'infertilità è una sfida che richiede tanto tempo ed energie, spesso bisogna far finta di niente, celando e nascondendo il dolore che inevitabilmente porta con sè, nel tentativo di trattenere la normalità di tutti i giorni e che spesso appare (agli occhi degli altri soprattutto) come stabile e rassicurante.
Devo anche dire che nel mio percorso mi ritengo, nonostante tutto, fortunata: ho un compagno che mi ama e che a mia volta amo e che mi è sempre stato vicino, una famiglia che mi sostiene, amici pochi, ma buoni e dotati di intelligenza, apertura mentale e sensibilità..un ginecologo preciso e disponibile.
Dal punto di vista lavorativo potrebbe andare meglio (mi riesce molto difficile stare a contatto con mamme e neonati in questo momento e in ogni caso non ci sono posti) comunque riesco ad occuparmi, benchè precaria, di formazione e ricerca.
Mi rendo conto che mi sono isolata, da quelle che erano le mie passioni ed interessi per rifuggire la rabbia e la sofferenza derivata dal non poter stringere tra le braccia il mio bambino..e questo mi dispiace ed intristisce. Voglio però continuare a credere che questa sia solo una fase di difficile passaggio, una battaglia che va combattutta e che, ad un certo punto, riusciremo a vincere.
Voglio pensare che per tutte noi diversamente fertili arriverà quel giorno tanto atteso in cui dopo aver a lungo cercato, troveremo, finalmente quella splendida gioia che ci meritiamo.
Iscriviti a:
Post (Atom)